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L’ACQUA DI FIRENZE

Cosa è l’acqua potabile?

L’acqua è l’elemento principale di ogni essere vivente, la componente più importante della nostra alimentazione. L’acqua potabile è per definizione un’acqua destinata al consumo umano che può essere bevuta da tutti e per tutta la vita senza rischi per la salute.

L’acqua proveniente dai nostri rubinetti arriva al 90% dall’Anconella. L’impianto di potabilizzazione dell’Anconella produce acqua potabile per Firenze e per il suo hinterland.

La qualità dell’acqua dell’Anconella

Ponendo l’attenzione su ciò che riguarda le caratteristiche chimico/fisiche, nelle quali sono compresi i minerali che danno il sapore all’acqua, si può notare come l’acqua di Firenze abbia un residuo fisso medio pari a 300 mg/l, cioè entro il valore che caratterizza le acque leggermente mineralizzate.

Il valore medio di durezza di 20,5 gradi francesi, proprio dell’acqua di Firenze, è compreso nell’intervallo tipico di una durezza media. La durezza dell’acqua è determinata dalla prevalenza di calcare, ovvero carbonato di calcio.

I controlli

Il controllo di qualità di Publiacqua, la società che gestisce l’acquedotto, è assicurato ogni giorno per tutti i parametri della normativa da parte del laboratorio centrale, anch’esso all’interno dell’impianto dell’Anconella. In un anno vengono effettuate circa 100.000 analisi su impianti e rete di distribuzione. Un ulteriore controllo dell’acqua distribuita viene poi effettuato dalle ASL.

Quindi, perché filtrare l’acqua di rete?

Come si è visto, l’acqua che esce dai nostri rubinetti è naturalmente ricca di sostanze benefiche e sali minerali; tuttavia nel proprio percorso può essere contaminata da sostanze nocive dovute all’inquinamento delle falde, ai rilasci delle tubazioni della rete o dallo stesso cloro. Nonostante questi fattori non influiscano sulla potabilità dell’acqua, essa può risultare sgradevole al gusto e all’olfatto (proprietà organolettiche) e talvolta anche alla “vista”.
La filtrazione serve proprio ad ovviare a questi tipi di inconvenienti, valorizzando perciò l’acqua di rete sotto il profilo organolettico e non depurandola o rendendola potabile. Ebbene, i mezzi tecnologicamente avanzati di cui oggi disponiamo, la microfiltrazione e l’osmosi inversa, possono arrivare quasi a “personalizzare” la nostra acqua secondo le proprie necessità.
La microfiltrazione e l’osmosi inversa, due tecniche presenti da decenni, hanno raggiunto infatti un livello altissimo di sviluppo attraverso studi nel settore sempre attivi; il che fa comprendere l’importanza e la validità che queste tecnologie hanno avuto sin dalla loro entrata sul mercato.
A corroborare quest’evidenza si aggiunge oggi un riconoscimento molto importante, una vera e propria svolta nel settore, di cui scriverò più approfonditamente in un altro articolo: nella Legge di Bilancio del 30 dicembre 2020 è previsto un BONUS “per l’acquisto e l’installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento e addizione di anidride carbonica alimentare E 290, per il miglioramento qualitativo delle acque destinate al consumo umano erogate da acquedotti” (vedere commi 1087/1089 della Legge di Bilancio).

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